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Alta tensione sul viaggio di Salvini a Mosca, stupore nella Lega: c’è un nuovo consulente ex FI. Il silenzio del leghista in aereo con Draghi

Era stato lo stesso Matteo Salvini a confermare alla Stampa ieri 28 maggio che il suo viaggio in Russia in «missione di pace» per parlare di un cessate il fuoco con Vladimir Putin era in cantiere da settimane. Da tempo il leader leghista avrebbe lavorato a coltivare canali di comunicazione con la diplomazia di Mosca, oltre che ucraina, ma senza coinvolgere esponenti di primo piano della Lega, come Lorenzo Fontana, vicesegretario leghista con delega alla politica estera, che appena saputo del viaggio ha chiamato con sorpresa e preoccupazione il leader leghista: «Matteo, riflettici bene – racconta un retroscena di Emanuele Lauria su Repubblica – sii prudente, è un momento delicato. Questa cosa si può rivelare un boomerang».


Dietro la totale autonomia con cui il leader della Lega si è mosso per preparare la missione russa ci sarebbe un ex parlamentare di Forza Italia, Antonio Capuano. Deputato forzista dal 2001 al 2006, negli ultimi anni avrebbe lavorato all’estero, soprattutto in Medio Oriente, per poi sparire dalle cronache. Di lui e del suo ruolo non saprebbero quasi nulla neanche Fontana e gli altri dirigenti leghisti. Secondo Repubblica, il legale lo avrebbe affiancato nelle varie tappe che precedono il viaggio. Lo scorso 5 maggio Salvini ha avuto un faccia a faccia con l’ambasciatore turco a Roma, Omer Gucuk. E avrebbe poi sondato alcuni contatti in Vaticano, nei giorni scorsi i giornali parlavano del cardinale Parolin.


Il silenzio in volo con Mario Draghi

Nel frattempo ci sarebbe stato anche un incontro casuale con Mario Draghi appena lo scorso venerdì, poco prima che La Stampa rivelasse delle intenzioni del leghista di partire per Mosca. Il premier e il senatore si sono ritrovati sullo stesso volo che da Roma li avrebbe portati a Milano, quando ormai Salvini avrebbe pianificato la sua partenza per la Russia. Ma in quell’occasione il leghista non avrebbe detto nulla al premier, che deve scoprirlo poco dopo dalle agenzie. Partono fitte comunicazioni tra gli staff, mentre Palazzo Chigi cerca di non far trapelare nervosismo e imbarazzo per l’iniziativa di Salvini che rischia di compromettere il lavoro diplomatico del governo fino a quel momento. Almeno finché l’annuncio del viaggio non diventi ufficiale.

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